Seconda conferenza nazionale sulla crisi dei valori cristiani

“Perseguire la verità, la solidarietà e la libertà della democrazia”: si chiude così la seconda conferenza nazionale sulla crisi dei valori cristiani

‘La democrazia non è mai una conquista definitiva, permane sempre l’esigenza di darle un’anima e un corpo nuovi, essa va continuamente legittimata offrendole un ambiente che la nutra e la rivitalizzi’.

Andrea Coppola e Don Genovesi

Con queste parole il moderatore Andrea Coppola, dirigente e responsabile organizzativo di Intesa San Martino, promotrice diretta dell’evento, inaugura la Seconda Conferenza sulla crisi dei valori cristiani, ispirata dal volume Per una nuova democrazia, scritto da Mons. Mario Toso. Lo scopo quello di valorizzare il contributo dei cattolici intervallano della società moderna, ragionando sull’apporto culturale, sociale e politico della dottrina sociale cattolica in funzione del raggiungimento di una democrazia compiuta. Alle 18.30 del 13 settembre, all’interno dell’auditorium del Palazzo del Governatore a Parma, la seconda edizione di questo importante evento ha visto la presenza di personalità di grande spessore. Oltre al Vescovo di Faenza, autore del volume, hanno offerto il loro contributo Gino Gandolfi, Presidente della Fondazione Cariparma, il magistrato Alfredo Mantovano, presidente della fondazione vaticana ACS con un’importante passato da sottosegretario al ministero degli interni, il professor Lorenzo Ornaghi, che dopo un’importante esperienza accademica all’Università Cattolica ha rivestito il ruolo di Magnifico Rettore e ha occupato la poltrona di ministro dei beni culturali nell’anno 2011 e Don Luciano Genovesi già parroco di Marano noto in città per i suoi vari incarichi pastorali e diocesani. La conferenza ha avuto il prezioso supporto della Fondazione De Gasperi e del Comune di Parma, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Fondazione Cariparma, delle Diocesi di Parma e Faenza e con l’emittente Giovanni Paolo Tv nelle vesti di media partner.

S.E. Mons. Mario Toso, Vescovo di Faenza – Modigliana

La conferenza si apre con il saluto di Gino Gandolfi, che da subito mostra la sua vicinanza al tema attraverso varie critiche alla società attuale: “Purtroppo la nostra società è oggettivamente malata. Non passa giorno che i media ci bombardino di immagini violente. In cui la prevaricazione, la cattiveria, la forza e l’egoismo hanno la voce del padrone’. Oltre alle condizioni morali della società, grande attenzione è data al ruolo dei genitori e ai giovani, grandi vittime della perdita dei valori e sempre più lontani dalla Chiesa: ’Purtroppo la cronaca di oggi è ricca di giovani arroganti, maleducati e talvolta violenti.L’intervento di Gandolfi si conclude con una richiesta di impegno da parte dei fedeli:’ In famiglia, nel lavoro, nel tempo libero non si deve perdere l’occasione per contribuire a trasmettere i valori cristiani, che son le nostre radici’.

Dopo questo primo intervento Don Genovesi prende parola, che offrendo ai presenti la sua visione del volume Per una nuova democrazia introduce i concetti dello scritto: ’La chiave di lettura è ciò che mi ha confermato il volume di Mons. Toso. Alla luce della crisi che stiamo vivendo la legge naturale è antidoto della crisi e fondamento solido al compimento della democrazia’. Il sacerdote ragiona sull’analisi della crisi raccontata dall’autore del volume, descritta non solo come politica economica, ma soprattutto come morale e spirituale. Grande peso viene dato all’aborto, descritto come una delle peggiori confessioni che un sacerdote possa ascoltare. La conferenza viene descritta come: ‘una grande occasione, utile a mobilitare tutte le coscienze degli uomini buona volontà, laici o anche appartenenti a religioni diverse dal Cristianesimo, perché insieme si impegnino a creare nella cultura e nella società civile politica le condizioni necessarie per una piena consapevolezza del valore inalienabile della legge morale naturale – e conclude – con l’incontro di oggi vogliamo essere anche noi essere quelle persone di buona volontà che intendono impegnarsi ad un serio dialogo ad ogni livello a noi consentito per riproporre questa base comune rappresentata dalla legge morale naturale’.

l’on. Alfredo Mantovano

Il breve intervento di Don Genovesi è seguito dal relatore più atteso, l’autore. Mons. Toso apre il suo intervento con ciò che ha definito una ‘Provocazione positiva. Superare assopimento e adattamento’. Grande importanza viene data alla dottrina sociale dei cattolici che a secondo il vescovo non sempre viene attuata, anzi è spesso messa da parte anche da figure già molto vicine alla Chiesa. Non solo i fedeli ma anche le associazioni dove: ‘La dottrina della chiesa è dimenticata, scritta nello statuto ma mai applicata. Nella mia università, presso catechisti, l’80 percento di questi ignora la dottrina sociale della chiesa’. Come con Gandolfi, il tema dei giovani diventa centrale, lontani dalla Chiesa e che porteranno alla mancanza di cristiani adulti. Parlando del suo volume Mons. Toso spiega: ‘non ha la pretesa di indirizzare politicamente delle persone. Sono discorsi di carattere fondativo: base con cui costruire il domani. Siamo abituati all’immediatezza. La vita ha bisogno di tempo. Come per creare una nuova generazione di cattolici. Sempre ci siano, vista la lontananza dei giovani. Cosa fare per rinnovare questo rapporto e per concepire questa democrazia?’. Quest’ultimo ragionamento, centrale nella conferenza, viene meglio spiegato attraverso tre concetti: ’La democrazia si adatta e si rinnova. Tre sono i pilastri della crisi della democrazia: crisi etica/spirituale, stato di libertà di diritto e stato sociale. La democrazia nasce per sostenere il diritto morale, che conserva lo Stato stesso e la vita delle persone, tutela le proprietà dei singoli – e aggiunge – notando la nostra società, pensiamo a Charlie Hebdo. Mostrava una libertà infinita, senza limiti e rispetto, che ha portato al massacro. La democrazia si basa sul concetto di libertà senza limiti? Le libertà è una libertà che pone limiti alla libertà di tutti, che deve essere condizionata. Non si parla di spezzare le catene proprie, ma combattere per liberare quelle altrui. Per la verità, la solidarietà. Questa è la libertà della democrazia’.

Dopo l’intervento dell’autore Alfredo Mantovano riflette sul concetto di democrazia, descritto come termine molto usato che inflazionandosi perde valore e viene utilizzato, talvolta, in modo improprio. ‘Scopo del libro di Mons. Toso è recuperare questo senso del termine’. Forti riferimenti vengono fatti al concetto di polis in funzione di una critica nei confronti dei procedimenti decisionali, in particolare in riferimento alle istituzioni europee, e citando Aristotele dichiara ‘Se io da uomo libero non prendo parte alla formazione delle regole che disciplinano la mia vita, aumenta la distanza tra me e la disciplina che pure mi riguarda’. Altro grande tema è il ruolo del populismo nella società moderna, spesso visto in maniera negativa, ma che nasconde al suo interno un grande monito: ‘Il populismo è oramai visto in termini negativi. Spesso però le forze politiche offrono proposte inadeguate alla condizione sociale. Questo consenso populista si basa su insoddisfazioni reali. Non dobbiamo demonizzare la reazione, ma capirla e concepirla. Oramai la colpa cade sullo stesso popolo, non più sui rappresentanti’.

Il Prof. Lorenzo Ornaghi

Il prof. Ornaghi offre invece un ottimo contributo in termini di ‘educazione alla democrazia’ e inizia il suo intervento con un quesito: Cosa si deve fare per educare alla democrazia? Ad una sana e autentica democrazia e alla politica? Io inizierei dalle grandi difficoltà: le parole. Le parole che utilizziamo sono antiche, come per esempio ‘solidarietà’. Sono concetti già sentiti, che diventano sordi perché non adatti alla nostra società. Lo stesso discorso si può fare con il concetto di crisi, che utilizziamo grazie a un processo comparativo, che i giovani non conoscono. Un ventenne come può immergersi in tutto ciò. Il tema che a mio giudizio abbiamo mancato come educatori è quello di trasmissione, come dobbiamo spiegare questi concetti ai giovani di oggi? I genitori e le scuole fecero tanto, ma adesso sono ancora in grado di trasmettere ciò che vogliamo spiegare? Compito della politica e della società è insegnare il realismo rispetto ai problemi che si mostrano. Altro tema è quello di verità. Carità senza verità. Idem per la democrazia. Se tutto è uguale a tutto dove si trova la verità?.’

La conferenza si chiude con una riflessione di Mons. Toso sulla dimensione sociale della fede, già approfondita nel quarto capitolo della Evangeli Gaudium: ‘è emotiva e sociale. Il male sociale è la separazione tra fede e vita. Abbiamo una fede che ci indirizza all’interno del bene comune. Nel mondo politico dobbiamo tradurre e confrontarci in modo che i credenti siano presenti, ma non solo in termine quantitativo, ma in termini qualitativi. Bisogna lavorare alla base’.